Il presente prossimo futuro

Nel 1989 va in scena al Teatro Eliseo di Roma ”Il presente prossimo venturo” di Alan Ayckbourn, con Luca Barbareschi e Nancy Brilli per la regia di Barbareschi. Lo spettacolo e’ una farsa che guarda al futuro con una punta di comicita’, basato sulla tecnologia e sul cinismo e ambientata in un domani ‘prossimo venturo’ dominato dall’elettronica. La piece racconta di un compositore di musica elettronica, Jerome, che abbandonato dalla moglie e dalla figlia vive solo fra i suoi computer in compagnia di un robot. Un uomo tormentato dalla solitudine e dalla nostalgia per la figlia, al quale si e’ inaridita la vena creativa. Nel cast, accanto a Barbareschi e la Brilli, ci sono Orsetta De Rossi, Massimo Mesciulam e Joyce Pitti. Le scene sono di Paolo Polli, i costumi di Silvia Bisconti. Le musiche e la realizzazione dei video sono di Andrea Centazzo.

Mercanti di bugie

“Black comedy” che disseziona patologie e frustrazioni del sistema cinematografico americano, ma che si può riferire in ogni caso ad ogni sistema corrotto nel quale l’unico senso sia ormai diventato il denaro, Mercanti di Bugie racconta di un approccio amoroso tra un big della produzione cinematografica e una giovane segretaria ancora capace di ingenuità, di assenza di ipocrisia, e di una imperdonabile calma ed interezza, nella sua ricerca di un senso nella vita. In un mondo caratterizzato dalla ricerca del profitto a tutti i costi, due colleghi di lunga data si trovano così a sviscerare problematiche sentimentali e lavorative che ritraggono un mondo cinico e violento, nel quale calpestare le capacità del prossimo e qualunque significato profondo dell’arte diventa un gioco perverso imprescindibile. Questa visione unilaterale e subliminale dell’esistenza, conduce così alla rinuncia di ogni significato per chi i film li produce e per chi li guarda, portando infine a una vera e propria malattia irreversibile non solo nella qualità delle opere, ma anche nei rapporti inetrpersonali di chi è coinvolto nella loro produzione. Fox, l’anima nera di questa commedia, un vero e proprio Iago contemporaneo (interpretato da Francesco Bonelli) ricorrerà in un terzo atto caratterizzato da una tensione altissima, a qualunque espediente per non permettere che nessun sentimento, nessuna intenzione innocente si frapponga tra lui e il conseguimento della ricchezza e del potere, unici obiettivi della sua vita.

Jacques ed il suo padrone

Durante un viaggio un nobile francese di fine ‘700 ed il suo servo Jacques, per ingannare il tempo si raccontano i loro reciproci trascorsi amorosi non disdegnando di condirli con particolari piccanti. Nel momento in cui i due iniziano a rievocare le loro avventure compaiono sulla scena anche i personaggi con i quali le hanno vissute. Si viene così a conoscenza di Bigre, amico di Jacques, e della sua fidanzata Justine, con la quale Jacques ha perso la sua verginità, o di Saint-Ouen, grande amico del padrone, che non esita a trescare con Agathe, la protetta di quest’ultimo. Una sosta nella ‘Locanda del Grande Cervo’ è il pretesto che permette all’ostessa di narrare loro una vicenda analoga alle precedenti: il raggiro del marchese Des Arcis ad opera di Madame de la Pommeraye. Usciti quindi dalla locanda i due, senza interrompere i loro racconti, proseguono il loro cammino sino a quando giungono al luogo in cui erano diretti, ovvero…

Glengarry Glenn Ross

In un’agenzia immobiliare di Chicago, quattro venditori vengono messi in competizione: chi riuscirà a firmare più contratti riguardanti certi terreni della Florida avrà in premio una Cadillac, mentre gli ultimi due classificati saranno licenziati. Ha così inizio una lotta senza esclusione di colpi. Cene al ristorante cinese, tentativi di persuasione e di depistaggio, entusiasmo momentaneo e repentino sconforto, tutto è lecito per procacciarsi un cliente: dalla maldicenza all’intrigo, dalla lusinga all’ipnosi. Sino a che le cose precipitano, quando qualcuno mette a soqquadro l’agenzia per rubare i contratti più importanti. Premio Pulitzer nel 1984 e già messo in scena l’anno seguente dal Teatro di Genova, Glengarry Glen Ross è un testo sempre attuale e di grande coinvolgimento emotivo. Con linguaggio crudo e immediato, David Mamet (classe 1947) riporta in primo piano il mondo di Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller, ma lo rappresenta ormai inesorabilmente prigioniero di un eterno presente: un mondo senza donne e senza famiglia, in cui ciò che conta è solo il coinvolgimento totale nella vendita, l’investimento emozionale dell’esperienza, l’aggressività dell’approccio e il virtuosismo dell’arte della persuasione. «L’America è un paese fondato sulle vendite», ha scritto David Mamet. «La compagnia della Baia di Hudson vendette l’America agli inglesi; le compagnie terriere vendettero l’Ovest a quelli dell’Est: la crescita dell’America si è sempre basata sul piccolo commercio di risorse naturali. È stato soltanto quando queste risorse (terre libere, lavoro degli schiavi, potere a poco prezzo, mercati coloniali) sono venute meno che il Sogno Americano è crollato. Questo è il vero problema dei venditori di Glengarry Glen Ross.

Perversione sessuale a Chicago

Da un dialogo che è una delle caratteristiche più brillanti della drammaturgia contemporanea emergono a poco a poco i lineamenti dei dismessi protagonisti di storie mediocri, lacerati da desideri frustrati e bisogni di solidarietà che trovano nella parola violenta, sboccata, l’unica via per rivelarsi. Perversioni sessuali a Chicago è una commedia in cui un mirabolante turpiloquio fa esplodere situazioni tanto scabrose quanto divertenti Lakeboat è invece popolata di tanti piccoli personaggi, marinai di una nave del lago Michigan, che parlano di un compagno assente vittima di una brutta avventura con una prostituta. Oleanna è una storia di scottante attualità che ruota attorno alle accuse di tentato stupro che una studentessa muove a un suo professore.

Vero West

È la storia di due fratelli: Lee ed Austin. Lee è un piccolo criminale, un opportunista ed è in mezzo alle lotte con cani mentre Austin è un bravo sceneggiatore con una moglie e dei figli, due fratelli e due vite completamente diverse. Fra di loro non c’è un vero rapporto familiare come nemmeno fra loro ed il padre. Austin e Lee si occupano di sorvegliare la casa della madre, mentre è in vacanza. Lee, che si trasferisce a vivere nella casa della madre, vuole solo essere lasciato in pace ma Austin si preoccupa per il quartiere vedendo nel fratello solo un ladro. L’arrivo di un produttore nella città cambierà ogni cosa, sembra infatti molto più interessato alla storia vera di Lee che alle finte sceneggiature di Austin.

American Buffalo

Il rigattiere Don vende a un cliente, per novanta dollari, un American buffalo (una rara moneta da mezzo dollaro). Successivamente a Don viene in mente che il valore della moneta sia considerevolmente superiore, così lui e il suo giovane garzone Bob progettano di riappropriarsi della moneta, rubandola. Bob, incaricato di spiare le mosse del cliente, riferisce a Don che lo ha visto andare via per il weekend, con una valigia in mano. Intanto nella bottega di Don arriva un suo compagno di poker, Teach, il quale apprende del progetto di furto. Teach convince l’amico che Bob non è affidabile e si offre di sostituirlo, proponendo addirittura di rubare l’intera collezione di monete del cliente. Don accetta, ma pretende che Teach venga accompagnato da Fletcher, un altro amico del poker. Poco prima della mezzanotte iniziano i preparativi finali per il furto, ma Fletcher tarda a presentarsi. Teach dice a Don che Fletcher è un bugiardo e un baro e che sicuramente commetterà il furto per conto suo. Nel frattempo arriva Bob che cerca di rifilare a Don un american buffalo simile a quello che Don aveva venduto al cliente. Alla domande sulla provenienza della moneta, Bob si dimostra evasivo e quindi Teach sospetta che Bob e Fletcher siano complici e che abbiano già portato a termine il furto per conto loro; chiede a Bob dove si trovi Fletcher e il giovane gli dice che Fletcher è stato picchiato e rapinato da alcuni messicani e che è ricoverato in un ospedale, ma Don non ottiene la conferma telefonica dall’ospedale. Allora Bob sostiene che deve essersi sbagliato sul nome dell’ospedale. Il sospettoso Teach lo colpisce sulla testa con un oggetto metallico, ma ecco che arriva la telefonata di un altro amico che conferma la versione di Bob e fornisce il nome del giusto ospedale. Don chiama l’ospedale e riceve conferma che Fletcher è stato ricoverato con una mascella rotta. A questo punto Bob confessa di aver inventato la storia del cliente che se ne andava con una valigia e di avere comprato la seconda moneta da un numismatico al fine di recuperare la fiducia di Don, perduta per non aver tenuto bene d’occhio il cliente. Nel finale Don redarguisce Teach per aver ferito Bob e gli ordina di prendere la sua macchina in modo che possano portarlo all’ospedale.

Uomini e topi

I due protagonisti (classici girovaghi, o tramp, statunitensi degli anni trenta) sono George Milton e Lennie Small, bracciantistagionali che si guadagnano da vivere vagando per il paese di fattoria in fattoria. Lennie, sebbene dotato di una stazza imponente e di una straordinaria forza fisica (il suo cognome è quindi un ossimoro), caratteristiche che lo rendono un manovale eccezionale, è affetto da ritardo mentale: è un omone con la mente di bambino che non è in grado di controllare la propria forza, tanto che, spesso, finisce per uccidere inavvertitamente piccoli animali che ama accarezzare, come topi o cagnolini. Incapace di condurre una vita autonoma e indipendente, Lennie trova in George il proprio punto di riferimento, affidandosi completamente a lui. George, in antitesi con le caratteristiche del compagno di avventure, è descritto come piccolo e minuto nel fisico, ma scaltro e acuto di mente. Inoltre, nonostante si lamenti più di una volta del peso che Lennie rappresenta per lui, senza il quale sarebbe libero di godersi la vita, prova un forte affetto nei suoi confronti, poiché è consapevole che affrontare le difficoltà della vita assieme ad un amico sia molto meglio che doversele sobbarcare in solitudine. Con Lennie condivide anche il sogno di comprarsi, un giorno, un piccolo pezzo di terra dove condurre una vita finalmente serena, lontana dalle umiliazioni del lavoro del bracciante, vivendo dei frutti della terra e in armonia con i tanti animali di cui Lennie sogna di prendersi cura. Questo progetto, di cui soprattutto Lennie pare essere convinto, ma che anche George spera di poter realizzare, è l’illusione che permette loro di sopportare la durezza della vita quotidiana. Giunti al ranch, i due protagonisti fanno via via conoscenza di tutti gli altri personaggi, a partire dallo scopino Candy, poi il padrone della fattoria, Curley (il rissoso figlio del padrone), Carlson, Whit, Slim (l’autorevole capo-mulattiere), Crooks (lo stalliere di colore) e la sensuale moglie di Curley. Nel finale del romanzo, dopo una serie di avvenimenti che via via aumentano la tensione e che chiaramente preludono ad una fine tragica, Lennie si trova nella stalla ad accudire dei cagnolini di pochi giorni quando gli si avvicina la provocante moglie di Curley, che lo invita ad accarezzarle i capelli; Lennie, con i suoi modi inconsapevolmente rudi, finisce per spaventare la ragazza, che inizia a strillare per indurre Lennie a mollare la presa. Lennie, tuttavia, terrorizzato dal fatto che le grida possano attirare le attenzioni degli altri lavoratori, in particolare di George, impulsivamente inizia a strattonare con forza la donna per farla smettere, finendo per spezzarle l’osso del collo, uccidendola. Resosi conto di aver combinato un grosso guaio, Lennie fugge fra i boschi, nel luogo in cui George gli aveva indicato di nascondersi proprio in occasione di evenienze di quel tipo. Nel frattempo, gli altri lavoratori, capeggiati da Curley, dopo aver rinvenuto il corpo senza vita della donna, si organizzano per catturare Lennie (con la probabile volontà di ucciderlo). Tuttavia George, avendo colto al volo dove si sarebbe rifugiato Lennie, decide di recarvisi da solo: raggiunto l’amico, sceglie di ucciderlo, in un estremo atto d’amorefraterno, per sottrarlo alla violenza e alla furia omicida di Curley e degli altri braccianti.

Sogno di una notte di mezza estate

Theseus, duca di Atene, sta per sposare Hyppolyta, regina delle Amazzoni. Per la cerimonia è previsto un festeggiamento in pompa magna della durata di quattro giorni. Per l’occasione giunge alla corte anche un nobiluomo ateniese, Egeus, con sua figlia Hermia e due giovani uomini, Demetrius e Lysander. Egeus spera che Hermia sposi Demetrius, che è già innamorato della giovane, ma Hermia è a sua volta innamorata di Lysander e dunque rifiuta di sottostare al volere del padre. Egeus minaccia di punire la figlia con la più severa pena prevista dalla legge se non rispetterà il suo volere e le dà tempo fino al matrimonio per decidere della propria sorte, chiarendole che opporsi al suo volere significherà essere chiusa in convento o addirittura venire uccisa. Hermia e Lysander progettano quindi di fuggire da Atene la notte successiva, per sposarsi nella casa dello zio di Lysander, poco distante dalla città. Comunicano il piano a Helena, un’amica di Hermia, che era stata fidanzata di Demetrius e lo ama ancora, sebbene lui si sia allontanato da lei dopo aver incontrato Hermia. Nella speranza di riconquistare il suo amore, Helena svela a Demetrius la fuga che Hermia e Lysander hanno pianificato e al momento convenuto Demetrius segue di nascosto la coppia nei boschi, a sua volta seguito da Helena.Nei boschi si trovano altri due gruppi di personaggi. Il primo è composto dalle fate, inclusi Oberon e Titania, re e regina delle fate, che sono appena tornati dall’India per benedire il matrimonio di Theseus e Hippolyta. Il secondo è un gruppo di artigiani ateniesi che prova una commedia da inscenare davanti al duca e alla sua sposa. Oberon e Titania sono in disaccordo a proposito delle sorti di un principe indiano che è stato affidato a Titania. Il ragazzo è così bello che Oberon vorrebbe farne un cavaliere, ma Titania non è d’accordo. Per punire la moglie Oberon manda il suo servitore Puck a cogliere un fiore magico, il cui succo può essere applicato sulle palpebre di una persona addormentata per farla innamorare della prima persona che vedrà al risveglio. Puck trova il fiore e Oberon gli comunica i propri piani per applicare il magico succo sulle palpebre di Titania dormiente. Avendo visto Demetrius comportarsi crudelmente con Helena, egli ordina inoltre a Puck di mettere un po’ di quella pozione anche sulle palpebre del giovane ateniese. Nel bosco Puck incontra Lysander e Hermia e, credendo che Lysander sia l’ateniese di cui gli ha parlato Oberon, gli applica la pozione sugli occhi. Quando questi si sveglia vede come prima persona Helena, e si innamora perdutamente di lei, abbandonando Hermia. Nel corso della notte Puck cerca di rimediare al proprio errore, finendo per far innamorare sia Lysander che Demetrius di Helena, la quale crede che essi si stiano prendendo gioco di lei. Hermia diventa tanto gelosa di Helena da sfidarla in una lotta. Anche Demetrius e Lysander arrivano quasi a combattere per l’amore di Helena, ma Puck li confonde mimando le loro voci e facendoli perdere nella foresta. Quando Titania si risveglia, la prima creatura che vede è Bottom, il più ridicolo degli artigiani ateniesi, al quale Puck, per uno scherzo, ha trasformato la testa in quella di un asino. Titania, sotto l’effetto dell’incantamento del fiore magico, è perdutamente innamorata di lui. Le cose, comunque, alla fine tornano alla normalità: Oberon riesce a ottenere che il principe indiano sia fatto cavaliere e Puck riesce a versare la pozione d’amore sugli occhi di Lysandro che torna al suo originario amore per Hermia. Theseus e Hippolyta scoprono gli amanti addormentati nella foresta e li riportano ad Atene affinché si sposino; Demetrius ora ama Helena e Lysander ama Hermia. Dopo il matrimonio di gruppo, gli sposi assistono alla commedia preparata da Bottom e dai suoi compagni: una versione comica e ilare della storia di Piramo e Tisbe. Quando la rappresentazione è conclusa i quattro giovani si ritirano e le fate arrivano a benedire le coppie dormienti con un incantesimo per poi scomparire. Solo Puck rimane, per chiedere alla platea perdono e approvazione e ricordare che il tutto non è stato che un sogno.

Come vi piace

La trama di questo spettacolo e’ molto semplice. la risoluzione del problema drammatico della attitudine corrotta di due fratelli malvagi nei confronti di due fratelli buoni, e di relativi ostacoli verso il matrimonio di parecchie coppie nella commedia (soprattutto di Rosalind e di Orlando) sono facilmente superati, ed il lieto fine non e’ mai realmente in dubbio. Ad un primo livello interpretativo la commedia era chiaramente intesa da Shakespere come un semplice e divertente svago; parecchie scene in come vi piace sono essenzialmente parodie fatte di canzoni e scherzi. Ad un livello piu’ profondo l’opera offre ai suoi protagonisti i motivi di discussine per temi profondi, l’amore, il mondo naturale, la morte e la vecchiaia, ciascuno dal proprio particolare punto di vista. al suo centro, come vi piace ci presenta il mondo essenzialmente secondo i punti di vista dei suoi personaggi principali : Jacques (autore dei versi che sono ritratti nel dipinto sotto, che sono forse i versi piu’ celebri e citati che Shakespeare abbia mai scritto) col suo carattere pessimista e preoccupato degli aspetti negativi del mondo e della vita, e l’eroina cristiana Rosalind, che riconosce la difficolta’ della vita ma tiene una condotta positiva, gentile e giocosa e, soprattutto, saggia. Alla fine ,il divertimento che noi riceviamo da questa commedia e’ rinforzato da una umanistica e cristiana filosofia, contenuta nella trama di un benevolo Shakespeare.